WEEKEND CONTRO LE FRONTIERE 11-12 GENNAIO 2020

RICEVIAMO E DIFFONDIAMO DA https://www.facebook.com/NoCieTorino/?tn-str=k*F  :

SABATO 11 E DOMENICA 12 GENNAIO
???? WEEKEND CONTRO LE FRONTIERE E LE DEPORTAZIONI ????

???? SABATO 11 GENNAIO
➡️PRESIDIO SOTTO IL CPR di corso Brunelleschi.
Ritrovo ore 14.30 piazza castello. PORTA LA TUA BICICLETTA ????.
Ritrovo ore 16 sotto le mura del Cpr all’ angolo tra corso Brunelleschi e via Monginevro. In caso di pioggia, ritrovo ore 15 in piazza della repubblica, sotto i portici davanti all’edicola

???? DOMENICA 12 GENNAIO
➡️ GIORNATA IN FRONTIERA
Ritrovo ore 11 davanti alla chiesa di Claviere
Porta la tua slitta, pranzo al sacco condiviso

Le frontiere interne si moltiplicano e perfezionano. Retate. Telecamere a riconoscimento facciale, Daspo urbani, leggi securitarie.
I muri esterni non fanno che aumentare: frontiere economiche e sociali create per selezionare, controllare, sfruttare. Frontiere fatte di guardie, documenti, con un mare di denaro tutto europeo.
L’UE si fa sempre più fortezza, con muri esterni costruiti direttamente in Africa, e sistemi di selezione e deportazione sempre più sofisticati.
Intanto in Italia si aprono nuovi CPR, centri permanenti per il Rimpatrio. Prigioni Dove le ribellioni non si fermano mai. Due settimane fa il CPR di Bari è chiuso grazie alle fiamme date dai reclusi. A Torino le rivolte sono quotidiane. Ma il Decreto Minniti ha sancito la nascita di nuovi lager, e il 17 dicembre ha aperto il nuovo CPR di Gradisca. Poi sarà la volta del CPR di Macomer, in Sardegna. E si attendono i CPR di Milano e di Modena. Sempre l’11 gennaio ci sarà un corteo contro il nuovo cpr di Gradisca.

In Valsusa, alla frontiera franco-italiana, le persone senza il “buon documento” continuano a essere bloccate e perseguitare dalle varie polizie. Cacce all’uomo nella neve, controlli razzisti nelle città e sui mezzi di trasporto. Intanto quelle stesse montagne sono attraversate da migliaia di turisti per cui la frontiera non esiste.
Invisibilizzare, tacere e reprimere sono le parole chiave attorno alle quali si ritrovano le guardie e gli esponenti del turismo.
Rompiamo l’indifferenza di quelle piste!

Basta lager di Stato.
Per un mondo senza frontiere né autoritarismi.

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